2021: la bellezza salverà il mondo

2021: la bellezza salverà il mondo

E’ arrivato il 2021. Sono tornati il freddo, la neve. Il Covid. Il silenzio.
Non è stato facile a novembre chiudere i portoni del nostro Castello. Di nuovo. E di nuovo con quell’insopportabile senso di incertezza sulla riapertura e sul futuro. In questi mesi abbiamo assistito impotenti al lockdown, abbiamo guardato il Castello vuoto mentre veniva sferzato dai venti, battuto dalla pioggia, ricoperto dalla neve. Senza poterlo consolare con calore, presenze, vita. Senza poterlo scaldare con tutta la passione che proviamo per lui. Lui, dal canto suo, ci guarda tutti i giorni come un fiero cavaliere che non cede la vittoria al nemico, un soldato ferito che tuttavia non si accascia, un re che non abdica. Nei secoli ha sopportato, altero e superbo, invasioni, guerre, attacchi di giorni, mesi o anni e dall’alto delle sue torri come dalle profondità del suo fossato ci dice di resistere anche questa volta. Sono il suo sguardo eterno e la potenza incrollabile delle sue mura a darci forza. “Guardate OLTRE. Io sono vivo, continuate a lavorare per me”, ci sussurra mentre risuonano i nostri passi tra i suoi corridoi, e per esser sicuro che il suo messaggio ci raggiunga lo insinua ovunque, negli spifferi dispettosi, negli sguardi convincenti dei ritratti, nelle vibrazioni improvvise, negli echi loquaci.
E così abbiamo deciso di resistere e di continuare a lavorare.
Alessandro, il proprietario, e Hilary, la sua assistente personale, non hanno mai smesso dal loro ufficio di occuparsi del Castello, perché sì, anche se chiusi non si va mai in letargo. Gestire contemporaneamente burocrazia, amministrazione, bandi, comunicazione, progettazione è solo una briciola della loro infrangibile capacità di tenere le fila di tutto e guidare insieme e a 360° una struttura così complessa e sfaccettata. Se fossero armi, sarebbero arieti da guerra pronti a sfondare il muro dell’impossibile.
Nemmeno Erika, la nostra dolce e romantica responsabile wedding, è andata in letargo. Letteralmente. Perché da quando è iniziato il 2021 ha smesso di dormire per avere più tempo a disposizione. Per cosa? Per trovare soluzioni ai suoi cari sposi nel caso il Covid complichi anche quest’anno la realizzazione del loro sogno. Sì, perché lei dice proprio così: “Sono qui per aiutarvi a realizzare il vostro sogno”, e possiamo garantirvi che questo slogan dal sapore vagamente retrò la rappresenta perfettamente.
Infine, c’è Marilù, la responsabile dei percorsi di visita. Colei che sta cercando di terminare questo articolo con tutta la speranza di cui è capace. Colei che il 1° novembre, ultimo giorno di apertura, ha salutato il Castello come se fosse un caro amico. In questi mesi ha continuato a scrivere, progettare, formarsi. Si appresta, con l’aiuto dei colleghi e dei proprietari, a riordinare alcune stanze, tra cui l’amata biblioteca, e ad allestirne altre finora chiuse, perché ogni anno si vogliono donare esperienze nuove ai visitatori. Perché i visitatori torneranno e questo non è tra i punti in discussione. In questo apocalittico 2020 i luoghi della cultura sono stati gli invisibili figli minori di una nazione annebbiata e confusa dalla pandemia che ha deciso per loro un’anestesia senza data di scadenza. Ma in una nazione stanca la cultura è ciò che riporta letteralmente alla vita. Quando tutto questo finirà, avremo fame e sete di bellezza. E’ sempre stato così e la storia lo insegna. E allora, ogni volta che avrete fame e sete, ci troverete ancora qui, al Castello di Piovera, come fieri cavalieri che non hanno ceduto la vittoria al nemico, come soldati sopravvissuti, come re che non hanno abdicato. E come tutto ciò che vi farà tornare a stare bene.

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