MUSEI: PORTE APERTE O CHIUSE? TORNA L’EFFETTO “SLIDING DOORS

MUSEI: PORTE APERTE O CHIUSE? TORNA L’EFFETTO SLIDING DOORS

Ricordate “Sliding doors”, film del 1998 con Gwyneth Paltrow? Sullo schermo si succedono due versioni della stessa storia, due scenari paralleli ma diversi in cui ciò che cambia il destino di Helen, la protagonista, è rappresentato dalle porte scorrevoli del treno, che lei troverà aperte o chiuse a seconda degli ostacoli incontrati lungo il percorso verso il binario. Salirà sul treno e la sua vita avrà un certo corso oppure lo perderà e la sua vita prenderà un’altra direzione.
In sintesi, un elemento assolutamente imprevedibile modifica per sempre la sua esistenza: vi ricorda qualcosa? A noi sì, perché è una sensazione che viviamo da un anno. Da quando l’imponderabile Covid ci ha cambiato la vita. Non solo. Nel settore della cultura ha rimandato, bloccato o annullato programmi e progetti al punto che ormai si possono fare previsioni solo di mese in mese, se non di settimana in settimana.
La primavera è il momento cardine di tutta questa storia, che purtroppo non è la sceneggiatura di un film pur avendone tutto il potenziale. Come a marzo 2020, ci ritroviamo di fronte a un dilemma quasi filosofico: porte aperte o chiuse? Come Helen, siamo davanti a un bivio esistenziale, ma se nella fisica teorica gli ipotetici mondi paralleli sono infiniti, a noi basterebbe sapere nella pratica se torneremo a lavorare o no. In questo spaziotempo, possibilmente.
Quali sono, dunque, i probabili scenari? Come ogni anno abbiamo fissato la riapertura del Castello ad aprile, ma al momento attuale sentiamo che solo il destino deciderà davvero per noi e per le altre migliaia di realtà culturali italiane, siano esse musei, teatri, cinema. Riaprire non significa solo girare una chiave e accendere un contatore, ma lavorare mesi per arrivare pronti a quell’appuntamento. Se il prossimo mese le nostre sliding doors si apriranno, le energie investite in inverno per la manutenzione e i nuovi progetti saranno finalmente liberate. Se le porte rimarranno chiuse a data da destinarsi, con il tristemente noto rimbalzo di mese in mese, tutti noi conosciamo bene lo svolgimento della trama per averla già interpretata l’anno scorso.
Come reagire, quindi, nel qui e ora? Sicuramente facendo scelte, prendendo decisioni nonostante l’attesa forzata. Chiudere (o continuare a tenere chiuso) non è solo girare una chiave e spegnere un contatore, ma proseguire nella cura di un edificio storico, per farlo sopravvivere in sicurezza, e non smettere di progettare. Anche nell’incertezza generale.
Se è vero che “il futuro dipende da ciò che facciamo oggi”, come affermava Gandhi, allora forse non avremo potere su un virus, ma siamo responsabili di ciò che succederà quando potremo riaprire. E ciò che succederà lo prepariamo oggi, ogni giorno, scegliendo di impiegare tempo e risorse per allestire nuovi spazi museali, riordinare una collezione di libri, continuare a organizzare un evento futuro per famiglie e bambini, dare coraggio a una coppia di sposi, tagliare un prato, piantare un albero. Gettare i semi della realtà che sarà per vivere le scelte che abbiamo intrapreso.

MUSEI: PORTE APERTE O CHIUSE? TORNA L’EFFETTO “SLIDING DOORS“
MUSEI: PORTE APERTE O CHIUSE? TORNA L’EFFETTO “SLIDING DOORS“
MUSEI: PORTE APERTE O CHIUSE? TORNA L’EFFETTO “SLIDING DOORS“